TRATTAMENTO delle REAZIONI AVVERSE AGLI ALIMENTI

I fenomeni di intolleranza (o ipersensibilità) alimentare sono dovuti a una specie di fenomeno di accumulo, come se si trattasse di un avvelenamento progressivo.
E' molto importante conoscere l'esistenza di questo fenomeno, perché gli effetti di una intolleranza sull'organismo sono effetti di tipo subclinico, cioè non immediatamente evidente, ma che giorno dopo giorno provocano la crescita di fatti infiammatori che determinano malattie sicuramente impegnative. Infatti, quasi tutte le malattie infiammatorie e catarrali ripetute (faringiti, tonsilliti, bronchiti, malattie invernali, otiti e via di seguito) possono essere causate dall'esistenza di una intolleranza alimentare.
Sia chiaro, non è il cibo che è, per esempio, responsabile della faringite, ma il cibo determina una infiammazione costante che fa sì che la faringe venga infettata con estrema facilità da qualsiasi batterio o virus presente. 

ALTRE FORME DI PATOLOGIE

intolleranza alimentare

Altre forme di patologia correlabile alle ipersensibilità alimentari sono le forme infiammatorie come la cefalea e l'emicrania (spesso alla base c'è una ipersensibilità al latte e ai suoi derivati), l'artrite reumatoide e altre forme di disturbi artro-reumatici, l'eczema e le dermatiti croniche (anche le forme di tipo psoriasico), e le orticarie. E' di estrema importanza capire quale sia il cibo o i cibi o eventualmente gli additivi e i conservanti alimentari che sono responsabili di questa reazione immunologica dell'organismo.


Per maggiori informazioni o chiarimenti contattate la Dott.ssa Pappalardo Tiziana, di Monza al numero . 039 6777023, 338 4725591

L'ALLERGOLOGIA

reazioni avverse alimentari

L'allergologia classica definisce alcuni test (RAST, Prick, eccetera) che sono validi per l'identificazione delle allergie alimentari, ma sono assolutamente inadatti alla diagnosi delle intolleranza. Il test che si effettua per la ricerca delle intolleranza alimentari è il test citotossico® o cytotoxic test® (è necessario un prelievo di sangue), che consente di valutare le possibili intolleranza mettendo a contatto i leucociti del paziente con dei reagenti alimentari, il tutto viene letto al microscopio.  I disturbi che più frequentemente trovano giovamento con questo tipo di approccio sono:
cefalee (emicranie, nevralgie), vertigini, ipertensione, tachicardia, spasmi degli arti inferiori; obesità, dismetabolismo; sindrome del colon irritabile, costipazione, diarrea, afte recidivanti; cistiti croniche, enuresi; sterilità, amenorrea, dismenorrea;  orticaria, dermatiti, acne.

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